INFORMAZIONI FUSI ORARI + VACCINAZIONI + SICUREZZA

6º IL FUSO ORARIO IN MESSICO. Anche per quanto riguarda il fuso orario il Messico presenta diverse zone con 3 fasce orarie. Nella Baja California del Nord ci sono 9 ore di differenza (10 quando da noi c’è l’ora legale), nella zona centrale ci sono 8 ore di differenza (9 quando c’è l’ora legale) e nella zona orientale che si affaccia sul Golfo ci sono 7 ore di differenza (8 quando c’è l’ora legale).

6º VACCINAZIONI ED ASSISTENZA SANITARIA IN MESSICO. Non sono richieste vaccinazioni. E’ consigliato evitare i cibi acquistati presso i chioschi all’aperto o venditori ambulanti, prodotti caseari e latticini crudi o non pastorizzati. Evitare di bere l’acqua del rubinetto o delle fontanelle, può provocare la cosiddetta «vendetta di Montezuma», un disturbo intestinale che dura due o tre giorni. Si consiglia inoltre di stipulare una assicurazione sanitaria privata prima della partenza ed in caso di spese mediche conservare tutte le ricevute per richiederne il rimborso al rientro.

6º PER LA VOSTRA SICUREZZA IN MESSICO. Vi si ricorda di chiudere a chiave le serrature, tenere i propri valori in posti sicuri, non lasciare borse, apparecchi fotografici e da ripresa, gioielli, portafogli, documenti incustoditi nei locali pubblici, in spiaggia e nelle macchine. Inoltre ci sono severe leggi che proibiscono l’uso di qualsiasi tipo di droga in qualsiasi quantità (inclusa la marijuana) e che sanciscono pesanti multe e in qualche caso anche la prigione per chi viene trovato in possesso o importa queste sostanze.

7º RAPPRESENTANZE ITALIANE IN MESSICO
AMBASCIATA ITALIANA:
CITTÀ DEL MEXICO Paseo de las Palmas 1994 Col. Lomas de Chapultepec Tel.0052-5-5963655
CONSOLATI ITALIANI:
GUADALAJARA Calle Lopez Cotilla 166 tel.36-16170 o 00169560
TAMPICO Av. Madero 502 Oriente Esq. Colima tel. 121-52430
MONTERREY Av. Dr. Coss Sur 465 tel. 83-443250 o 404762
VERACRUZ Calle Antonio de Mandoza 134 Fracc. Virginia tel. 29-375270
8º link LA PERMANENZA IN MESSICO.

PER TELEFONARE DAL MESSICO.
È possibile chiamare direttamente l’Italia formando lo 9839+ il prefisso della città con lo zero + il numero desiderato. Per chiamare il Messico bisogna comporre lo 0052+ il prefisso della città senza lo zero + il numero desiderato. Vi ricordiamo che le chiamate dalla vostra camera d’albergo vi verranno addebitate ad un costo maggiore rispetto alle normali tariffe telefoniche.

8º LA VALUTA IN MESSICO.
La moneta ufficiale è il Peso diviso in 100 centavos. Il dollaro americano è comunque accettato ovunque in pagamento, è bene munirsene già dall’Italia poiché acquistare valuta in loco pagandola con lire italiane è spesso poco conveniente. Le banche generalmente sono aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 14.30 anche se in ogni città possono seguire differenti direttive ed orari. Alcune succursali sono aperte nel pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e nei fine settimana, si consiglia di controllare presso la reception dell’hotel gli orari della succursale più vicina.

8º LE BANCHE IN MESSICO. Le banche sono aperte nei giorni feriali dalle 9 alle 13:30. Nei centri più grandi, alcune restano aperte anche nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, mentre gli orari del sabato sono: 10/13:30 – 16/18 e la domenica: 10/13:30.

8ºLE CARTE DI CREDITO IN MESSICO.
Le principali carte di credito sono accettate in tutto il paese in quasi tutte le attività commerciali. Vi ricordiamo che la carta di credito è necessaria per l’affitto di auto e camper, per il deposito cauzionale negli alberghi. È una delle forme di pagamento più frequentemente usate in America e consigliamo tutti i clienti di procurarsene una prima di partire.

8ºLA CORRENTE ELETTRICA IN MESSICO. Il voltaggio è di 110 volt. È necessario munirsi di adattatore per le prese americane a lamelle piatte.

9º link LA CUCINA IN MESSICO.
La cucina messicana varia da regione a regione. Di norma i messicani consumano 3 pasti al giorno come noi. Alla base ci sono i piatti nazionali: le tortillas, i frijoles, i chiles. Le tortillas sono delle focacce sottili cotte alla piastra che accompagnano ogni cibo, i frijoles sono fagioli bolliti, fritti o stufati serviti con qualunque cosa, i chiles sono dei peperoni piccanti. Altri piatti tipici sono il burrito, misto di fagioli, formaggio, carne o pesce conditi con salsa chiles ed arrotolati in una tortilla di grano; l’enchilada, burrito cotto al forno o fritto; la guacamole, polpa di avocado con cipolla, chiles, limone e pomodoro; la quesadilla, tortilla ripiena di formaggio e poi cotta. Molte sono le bevande sia alcoliche che analcoliche, ma la bevanda nazionale è la tequila, prodotta per la prima volta nel 18mo secolo distillata dal succo fermentato del cuore dell’agave.

9º I RISTORANTI IN MESSICO.
Le banche sono aperte nei giorni feriali dalle 9 alle 13:30. Nei centri più grandi, alcune restano aperte anche nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, mentre gli orari del sabato sono: 10/13:30 – 16/18 e la domenica: 10/13:30.

10 º link LE MANCE + LO SHOPPING + LE TASSE LOCALI IN MESSICO.
In Messico il servizio non è compreso mai nel conto ed è praticamente obbligatorio aggiungerlo nella misura del 15% del costo del servizio.

10º LO SHOPPING.
Il Messico è noto per i suoi «artesanias», oggetti lavorati a mano di altissima qualità. Ne sono esempi le ceramiche come la Talavera azzurra di Puebla, quelle nere di Oaxaca, le maschere e le figurine di Michoacan e Jalisco. I gioielli, come l’argento di San Miguel e Oaxaca, la filigrana d’oro di Oaxaca e Guanajuato e le pietre semipreziose di Puebla e Queretaro. Importanti anche le pelli dello Yucatan, delle Chiapas, di Oaxaca e Jalisco; i lavorati in rame del Michoacan e in stagno di San miguel de Allende, le stoffe e tessuti come sciarpe, coperte, «huipiles» (camicette da donna), «guayaberas» (particolare camicie da uomo), amache e cestini di agave tessile per concludere con gli oggetti in legno quali maschere, «animalitios» (animali in legno dipinti tipici do Oaxaca), oggetti laccati e chitarre.

10º LE TASSE LOCALI IN MESSIC.
I prezzi di acquisto esposti nei negozi sono comprensivi delle tasse locali. Lo stesso vale per i prezzi nei ristoranti. In aeroporto bisogna pagare le tasse aeroportuali locali nella misura di usd 14 per ogni tratta internazionale e usd 9 per ogni tratta nazionale, se per il rientro è previsto un volo che abbia coincidenza in un altro aeroporto messicano dovete farlo notare al check-in altrimenti vi faranno ripagare nell’aeroporto di transito la tassa per la tratta internazionale.

CANCUN
Negli ultimi venticinque anni da sperduto villaggio di pescatori sulla punta estrema dello Yucatan si è sviluppato un grande centro vacanziero con alberghi di classe, tanto sport e divertimento. Cancun è una delle mete turistiche più importanti nei Caraibi. Attualmente riceve più di due milioni di turisti all’anno, attirati dal suo clima soleggiato, dalle acque cristalline, dalle distese di sabbia bianca, e offre inoltre, lo scenario tipico di un’isola esotica tropicale ricca dei più moderni comfort. La «zona hoteliera» si sviluppa lungo una sottile striscia di terra che divide il mare cristallino da una laguna verde smeraldo, dove sorgono circa 18.000 camere d’albergo e 200 ristoranti. Cancun ha avuto successo nel combinare il meglio del Messico e dei Caraibi in un tutt’uno ordinato e pulito. E nonostante alcuni difetti per le sue enormi dimensioni e l’impassibile consumismo, non si può negare il suo seducente richiamo.

RIVIERA MAYA
La zona che si estende al sud di Cancun, detta Riviera Maya, era un tempo una regione di frontiera poco o nulla sviluppata, che a partire dagli anni ’90 ha conosciuto uno sviluppo turistico che per certi versi si è contrapposto a quello di Cancun. Questa striscia è dotata di bellissime spiagge, villaggi (in formula All Inclusive), luoghi di villeggiatura, grotte e rovine. La zona alberghiera al momento è divisa in 5 zone, dal nord al sud esse sono: Puerto Morelos, Punta Bete, Playa del Carmen, Puerto Aventuras e Akumal. Il corridoio è pieno di meraviglie scenografiche e naturali, ma sostanzialmente non offre nulla delle possibilità di acquisti, ristorazione, e di vita notturna, perciò è adatto soprattutto a chi cerca un pò d’avventura nei Caraibi. La più grande attrazione della regione è la strabiliante bellezza caraibica. La costa scolpita in pietra calcarea è un misto di lunghe spiagge bianco candido coperte di palme e baie tropicali simili a isole deserte. Le rovine maja, testimonianza dell’importanza che la regione ebbe negli antichi commerci con la costa, rendono anch’esse invitanti questo luogo. Un misto di siti portati alla luce (Tulum, Xcaret, Cobà) e di altri invece ancora sconosciuti, rendono l’esplorazione di questa zona ancora più avventurosa. Una fauna esotica abita la vegetazione bassa della foresta tropicale, permettendo ai visitatori un contatto diretto con la natura. Insomma, luogo adatto per quei turisti in cerca di una vacanza caraibica senza la solita folla.

COZUMEL
Fino ad ora l’isola era conosciuta soprattutto come porto turistico e luogo da non mancare per tutti coloro che fossero appassionati delle immersioni, in quanto circondata da barriere coralline, acque turchesi e da una bellezza tropicale. Il luogo più famoso per le immersioni è la stupenda montagna di corallo conosciuta con il nome di barriera corallina di Palancar, dove immergersi in questo vasto mondo sottomarino è come volare tra giganteschi canyon di corallo che si inabissano nelle profondità del mare. Ma, a poco a poco questo luogo sta perdendo la sua fama di posto «per soli sub» attraendo l’interesse di turisti rivolti all’eco-turismo, di coppie in viaggio di nozze che sono alla ricerca di atmosfere piacevoli e rilassate, e per turisti che arrivano a bordo di lussuose navi da crociera, può significare una giornata di shopping, di piatti tipici, di snorkeling e un giro turistico dell’isola in motocicletta. Questo mix fa si che Cozumel sia una meta unica del Messico in grado di offrire una vacanza altrimenti difficile da trovare. Di certo non può reggere il confronto con Cancun in termini di sviluppo grandioso e servizi sofisticati, comunque l’isola è assolutamente favorita dai turisti che cercano il comfort senza pretese e l’autentico fascino bohémien.

ACAPULCO
Tra le capitali mondiali delle vacanze, Acapulco vanta un gran numero di primati. E il più importante centro turistico dello stato di Guerrero, le spiagge più incantevoli del Pacifico si stendono ai piedi della montagna tropicale; da decenni, in una fantasia di sabbie dorate, esse attraggono con la forza che è propria dei paradisi divenuti realtà. Il cinema ha contribuito a rendere indimenticabile questa immensa baia, i suoi lussuosi hotel, il sole sfolgorante e le notti interminabili. Le numerose spiagge sono così diverse: tranquille, affollate, nascoste, che potrai scegliere quella che ti piace di più per la mattina o per il pomeriggio, quella che ti offre gli sport acquatici più eccitanti o i migliori ristoranti o il tramonto più romantico. Qui la noia non esiste, in quanto le discoteche, i club notturni e i locali riservati allo spettacolo, aperti per tutta la notte, ti travolgeranno con la loro animazione. Ad Acapulco puoi avventurarti nel «Mercado de las Curiosidades», alla ricerca di amache, «ponchos» o gioielli d’argento da portare come ricordo. Qui, è molto più di un semplice «mare» di divertimenti, ma un percorso tutto da scoprire.

LOS CABOS
La Baja California è una stretta fascia di terra che si protende nell’Oceano Pacifico a sud di San Diego, è territorio messicano a tutti gli effetti, ma lontano mille miglia, non solo geograficamente , dal Messico che siamo abituati a conoscere. Alla punta estrema della Baja si trovano le scintillanti località balneari di Cabo San Lucas e San José del Cabo, nell’insieme note come Los Cabos, località che è destinata a divenire una «stella» delle località di villeggiatura. I visitatori sono circondati da una drammatica accoppiata di deserto senza fine popolato da cactus con lo sfondo di montagne vermiglie e bordato da chilometri di spiaggia dalla sabbia bianca, dalle acque chiare e azzurre e dal giallo ocra delle rocce. San José del Cabo è una piacevole città di strade serpeggianti, palmeti lussureggianti e ritmo languido da villaggio coloniale. E’ una cittadina di 24.000 abitanti che ha un bel Palazzo Municipale, affascinanti ristoranti racchiusi in cortili, negozi, boutiques ed un bellissimo estuario tropicale. A circa 30 Km da San José, sorge Cabo San Lucas, situato proprio sulla punta della penisola, possiede alcuni eleganti ristoranti, negozi sofisticati e una vita notturna piuttosto attiva.Tra le due città si trova La Regione del Corridoio, la località di maggior sviluppo balneare nonché una delle più belle spiagge della Baja. In questa zona le attività all’aperto (la pesca subacquea, immersioni, surf e windsurf ed un formidabile assortimento di campi da golf ad altissimo livello), rappresentano la principale attrattiva in quanto punti di interesse storico e culturale sono alquanto limitati.

PALENQUE
Palenque, insieme ai centri cerimoniali di Copan, Tikal e Calakmul, fu considerata dagli antichi Maya come uno dei quattro angoli dell’universo. Sorse attorno il 600 d.C., si estende ai piedi del grande complesso montuoso del Chiapas, ed era una delle città più potenti della regione centrale dei Maya. Non era molto grande, anzi rispetto a Chichen Itzà è molto più piccola, ma la qualità elevata degli edifici impone rispetto; è la città più bella di tutte le città dei Maya. Le rovine di templi e palazzi imponenti, su entrambi i lati del piccolo fiume Otulum, testimoniano la ricchezza della città al suo apogeo (600-750 d.C.). Oltre 1000 anni di pioggia hanno spazzato via completamente i fianchi delle costruzioni di calcare, lasciandoci solo opere in muratura bianco-avorio, ed ancora oggi molti edifici lontani dal centro devono essere liberati dalla giungla che li avvolge e purtroppo i fregi in stucco colorato che li rivestivano sono andati perduti per sempre.
La città è dominata dal «Palazzo», un complesso templare eretto su una terrazza rettangolare e munito di una scalinata monumentale. Dominato da una torre a tre piani, il Palazzo è formato da 8 edifici connessi da un labirinto di corridoi con alte volte e cortili, e da un intrico di ambienti sotterranei. I bassorilievi e le iscrizioni geroglifiche rappresentano solenni scene di investitura di grandi personaggi della città.

Il fondatore di Palenque è stato Pacal che ascese al trono all’età di dodici anni nell’anno 615 d.C. e morì a 80 nell’anno 683 d.C. A completare la città ed in particolare la tomba funeraria di Pacal fu suo figlio Chan Bahlum (Giaguaro Serpente) che regnò fra il 684 ed il 702 d.C. La cripta per la sepoltura si trova all’interno del Tempio delle Iscrizioni, chiamato così per il testo che scorre ininterrottamente alla sommità del muro posteriore, che sicuramente è sorto proprio come monumento funebre. I nove gradoni della piramide fanno riferimento ai livelli del mondo dell’oltretomba dei Maya, conosciuto come Xibalba, nove piani di esistenza che il defunto signore doveva attraversare prima di giungere al decimo livello, quello del riposo finale. Tutta la costruzione va interpretata come una «montagna terrena», un luogo collegato non solo con la morte, ma anche con la nascita e con la vita. Il tempio in cima alla piramide era stato concepito metaforicamente come una grotta, l’ingresso al mondo ultraterreno. Il nobile Pacal era un uomo dotato di notevole intelligenza ed in vita fu considerato poco meno di un dio e dopo la sua morte il Tempio delle Iscrizioni divenne meta di pellegrinaggi e centro di culto degli antenati.

Alla fine degli anni ‘40 l’archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier cominciò l’accurata rimozione della vegetazione che copriva completamente la città. Durante gli scavi ed il consolidamento del Tempio delle Iscrizioni, Ruz ha scoperto una serie di buchi in uno dei lastroni che costituivano il pavimento del tempio. Rimuovendo questo lastrone, è venuto alla luce l’accesso a una scala di 46 gradini piena di detriti. Dal 1950 al 1952 Ruz ed i suoi collaboratori hanno rimosso tutti i detriti ed hanno portato alla luce un deposito di offerte: oggetti di ceramica, giada, conchiglie e perle. A metà della scala sono stati trovati gli scheletri di sei giovani che, presumibilmente, erano stati sacrificati in onore del principale occupante della piramide. Alla fine della scala vi era una grossa pietra triangolare che una volta rimossa diede la possibilità agli archeologi di poter ammirare una delle tombe più grandiose mai scoperte nel Nuovo Mondo. La cripta a volta misurava 9 metri in lunghezza, 4 in larghezza e 7 in altezza ed era sistemata quasi esattamente sotto l’asse centrale della piramide, circa 27,5 metri sotto il pavimento del tempio. Alla luce di una torcia le pareti della stanza rivelarono figure in stucco raffiguranti nove dignitari a grandezza naturale < i nove signori della notte>, che puntavano lo sguardo su un enorme sarcofago di calcare lungo 4 metri. Il coperchio fu aperto e rivelò lo scheletro di un uomo insolitamente alto, adorno di ornamenti di giada, fra cui una cintura ed una collana. In ciascuna mano teneva un grosso frammento di giada. Sul volto aveva una maschera realizzata a mosaico con circa 200 pezzi di giada. Incantevoli sono gli occhi della maschera fatti di conchiglie, madreperla e ossidiana. Nella bocca si nota l’amuleto protettivo dell’immortalità a forma di T. Dopo la rimozione della maschera, fu trovato un altro frammento di giada all’interno della bocca. L’abbondanza di oggetti di giada si può attribuire alla qualità preziosa della pietra; per gli antichi, essa rappresentava una condensa di umori, compreso il fiato, ed è probabile che la giada trovata dentro il sarcofago assicurasse la continuazione della vita dopo la morte di colui che la indossava.

Fuori dal sarcofago Ruz trovò due teste di stucco a grandezza naturale, che erano state staccate da due statue intere sistemate altrove nel tempio. La somiglianza fra queste teste e la maschera di mosaico trovata nel sarcofago era sorprendente ed induceva gli studiosi a credere che tutte queste raffigurazioni fossero veri e propri ritratti di questo personaggio eccezionale. Tuttavia il mistero della sua identità non fu risolto fino a due decenni dopo.

Gli anni ‘70 costituirono una svolta nella decifrazione dei geroglifici maya. Gli epigrafisti, lavorando sui glifi di Palenque, riuscirono a decifrare quasi tutto il testo del Tempio delle Iscrizioni. Scoprirono che molte informazioni si concentravano su una sola persona, il cui nome era rappresentato con uno scudo maya da guerra in miniatura «Pacal». Il nome completo era Makin Pacal che significa «Grande Scudo Sole». Secondo gli antichi documenti, il sovrano Pacal era nato il 26 marzo 603 da Kan Bahlum Mo, suo padre, e dalla nobile Zac Kuk, membro di una delle famiglie locali dominanti. Salì al trono nel 615, all’età di 12 anni, e regnò per oltre 68 anni prima di morire il 31 agosto 683. Il 22 marzo 626 sposò Tz’ak Ahwal ed ebbe due figli, Kan Bahlum, designato come erede, e Kan Hoch Chitam. Durante il suo regno dovette affrontare due diversi attacchi sferrati dal signore della città di Calakmul più altre guerre da cui Pacal uscì vittorioso, stabilizzando così il suo regno e garantendo il diritto alla successione sul trono di suo figlio che gli succedette all’età di 50 anni e che morì, nel 702, dopo aver regnato per 18 anni. Il regno di questi due sovrani, costruttori di quasi tutti gli edifici più importanti della città, coprì in pratica tutto il settimo secolo. Sempre secondo i testi, la costruzione del tempio cominciò nel 675 e fu completata nel 692 da suo figlio, nove anni dopo sua la morte.

Il nuovo re fece eseguire effigi in stucco degli antenati per quattro dei sei pilastri della facciata del tempio. I pilastri decorati sono incorniciati da una «cintura celeste», posta a sottolineare la spiritualità delle scene. Ogni figura sta di fronte all’entrata principale del tempio e tiene un bambino fra le braccia. Sul terzo pilastro, la madre di Pacal tiene il nipote Chan Bahlum il quale oltre a collocarsi fra gli antenati si collega visivamente al padre presentando se stesso nelle vesti del dio K. Perciò, mentre il ruolo di Pacal come offerta sacrificale davanti agli dei è messo in risalto nello spazio privato della cripta, Chan Bahlum si presenta davanti alla popolazione di Palenque come l’incarnazione del sangue della sua stirpe e come legittimo erede al trono. Sull’altra riva del fiume Otulum, Chan Bahlum ha continuato a sottolineare il suo diritto di erede legittimo costruendo tre piccoli templi: il Tempio della Croce, il Tempio della Croce Foliata ed il Tempio del Sole. La triade templare ricorda da un lato il mito maya della creazione, secondo cui il mondo fu creato a partire da tre sassi disposti a triangolo; dall’altro rimanda alla struttura del focolare nelle case maya, anch’essa comprendente tre pietre. I templi sono eretti su piramidi in pietra: hanno sulla facciata un porticato ad aperture multiple, dalle quali si accede ad un’anticamera e quindi ad un vano sacro coperto, contenente pannelli scolpiti che narrano le vicende dinastiche delle signorie. Il tetto trapezoidale era rivestito, in origine, da elaborate sculture in stucco ed era coronato da una cresta rettangolare, formata da due muri convergenti traforati a giorno.

TIKAL

Questo è uno dei vari glifi che venivano utilizzati per indicare la città di Tikal. Scoperta nel 1700, riportata alla luce e studiata nel 1881, l’antica città maya è situata nel cuore della foresta tropicale del Peten nell’attuale stato del Guatemala. Vasta e potente, Tikal, ospitava all’apice del suo splendore, tra il 600 ed il 700 d.C. circa 40.000 abitanti. La sua area archeologica si estende per circa 16 Km quadrati e comprende un migliaio di splendidi edifici e centinaia di stele. L’inizio di un vero e proprio sviluppo urbano si ebbe intorno al 200-300 d.C. così come testimonia la prima stele posta nel 292 d.C. Il declino e l’abbandono della città avvennero intorno al 900 d.C.: l’ultima stele è datata 869 d.C.
Nell’area cerimoniale vi è il favoloso Tempio alto 50 metri. La rampa di scale, dall’incredibile inclinazione di 70°, conduce in cima e permette l’ingresso nella piccola cella, cuore del Tempio.

YAXCHILAN
Situata sulla riva sinistra del fiume Usumacinta, dista 40 Km dalla vicina Pedras Negras con la quale condivise lo sviluppo storico e culturale. Gli edifici cerimoniali, i palazzi, i campi da gioco vennero costruiti su acropoli che si innalzano fino a 50 metri sopra il fiume rendendo assai difficoltoso l’accesso per i restauri. Gran parte dei suoi monumenti, infatti, non sono ancora stati riportati alla luce e giacciono ricoperti dalla densa foresta tropicale insiaeme ai loro tesori ed alla loro storia. La dinastia che giunse al potere nel 320 d.C. portò la città al massimo della sua espansione territoriale e della sua ricchezza. I sovrani Scudo-Giaguaro e Uccello-Giaguaro regnarono per 90 anni dal 681 al 771 d.C. Tipici dell’architettura della città sono i palazzi costituiti da una struttura rettangolare che si snoda attorno ad un patio e che viene sormontata da una crestiera a traforo. Sulle architravi interne si sono conservate splendide iscrizioni.

PIEDRAS NEGRAS
Collegata alla vicina Yaxchilan per mezzo del fiume Osumancinta, canale di comunicazioni largamente utilizzato dalle popolazioni maya, la città è oggi accessibile solo tramite imbarcazioni. Situata sulla riva destra del fiume, la città è fiorita grazie alla presenza di questo importante corso d’acqua che permetteva traffici commerciali, scambi culturali con le città vicine e assicurava l’irrigazione dei campi. I monumenti più importanti sono le sculture in pietra: le stele di grandi dimensioni disseminate ovunque ed i pannelli parietali scolpiti a bassorilievo che sono rimasti intatti e che ci forniscono notizie utili sui signori che regnarono sulla città. Le dinastie che si succedettero furono sette mentre la decadenza della città iniziò verso la fine del 700 d.C.
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QUIRIGUA
Situata lungo il corso inferiore del Rio Motagua, vicino al luogo in cui il fiume sbocca nel Mar dei Carabi, nell’odierno stato dell’Honduras, la città di Quirigua è celebre per le sue sculture monolitiche, stele e altari, disseminati ovunque. Da Quirigua proviene la celeberrima stele E, un blocco monolitico del peso di circa 65 tonnellate per 12 metri di altezza. Costruito in gres e realizzato nel 771 d.C., il monumento raffigura il sovrano che regge lo scettro nella mano destra ed un piccolo scudo nella mano sinistra.
La scultura a Quirigua si impose come espressione artistica privilegiata e lo stile che ne scaturì è inconfondibile: i personaggi vengono raffigurati frontalmente con la tecnica dell’alto rilievo e vengono incorniciati da fregi geometrici. Nulla a che vedere con lo stile di Tikal che impone di presentare le figure di profilo e di ambientarle in una scena ricca di particolari – abiti, gioielli, oggetti. La tecnica utilizzata infine è quella del bassorilievo piatto.

TULUM
La città di Tulum è posta su alte scogliere che cadono a strapiombo sul Mar dei Carabi (Yucatan). La città, fra le ultime a essere state fondate dai Maya, non ha monumenti di grande importanza; tuttavia la sua posizione è tra le più affascinanti.

 

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